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LUXURY   2009-2
 

As stated in the Italia Independent website, the luxury brand of Fiat heir Lapo Elkann, today luxury is something related to personal choice, that marks the end of fetish-products “as identification marks to be paraded around”. And in virtue of this “return” we conceived of this issue of Impackt as a review of the new attitudes consumption in which luxury goods and their semantic resemblances (read: packaging design) no longer only absolve the role of symbolic ostentation, but also carry out experimental research functions, and can be fearlessly hybridised with the low cost and eco-sustainable philosophy. This at least is how the various proposers of socalled Eco-Chic see things, that, as Francalma Nieddu tells us, now even have their own fairs, along with successful fashion designers the likes of Antonio Marras, who place everything on the extreme attention to quality (underpinned by an equally recherché communication, adds Marras’ art director Paolo Bazzani), along with celebrated designers the likes of Marcel Wanders, who has managed to combine the most “pop” of all packaging icons, that is the classic metal can, with the prestige of gold jewellery in his Can of Gold, perhaps the most effective symbol for expressing this new paradoxical trend of our time.

 

Come viene detto nel sito di Italia Independent, luxury brand che fa capo a Lapo Elkann, oggi il lusso è qualcosa di connesso a scelte personali, che segnano la fine dei prodotti-feticcio “come segnali di riconoscimento da ostentare”. È in virtù di questo “ritorno” che abbiamo pensato al nostro numero di Impackt come a una rassegna delle nuove attitudini di consumo in cui beni di lusso e loro sembianze semantiche (leggi: packaging design) non assolvono più solo il  ruolo di ostentazione simbolica, ma svolgono la funzione di esperimenti di ricerca, e possono ibridarsi senza timore con la filosofia del low cost e della eco-sostenibilità. Così almeno la pensano i vari propugnatori del cosiddetto Eco-Chic, che, come ci racconta Francalma Nieddu, hanno ormai le loro fiere, ma anche stilisti affermati come Antonio Marras, che puntano tutto sull’estrema attenzione qualitativa (sostenuta da una altrettanto ricercata comunicazione, come ci dice il suo art director Paolo Bazzani), nonché designer di grido come Marcel Wanders, che ha saputo coniugare l’icona dell’imballaggio più pop, cioè la classica scatoletta di metallo, con il prestigio del gioiello d’oro nella sua Can of Gold, forse il simbolo più efficace per esprimere questa nuova paradossale tendenza del nostro tempo.

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